Un libro adatto a tutte le età scritto per raccontare una storia ma anche per far riflettere. Per assaporare al meglio questo fantastico libro occorrerà affidarci completamente alla voce narrante e farsi accompagnare nel dipanarsi della storia, farsi catturare dalle parole, assaporarle una a una, senza fretta, perché è un libro che non ha tempo.
“Il re annuì lentamente con il capo tre volte di seguito, fece una pausa e annuì altre tre volte, dopo di che concesse” L’elefante Saramago, - è arrivato dall’india a Lisbona da più di due anni e da allora non ha fatto che mangiare e dormire, è il regalo ideale per l’arciduca Massimiliano in visita a Valladolid. - Così inizia il favoloso romanzo di Saramago, con un dono fatto dal re del Portogallo all’arciduca Massimiliano.
Il personaggio principale del racconto è Saramago, un elefante che nessuno vuole ma che una volta toltisi il peso del fardello del possesso diventa un bene da proteggere e da rimpiangere, quasi da essere venerato come una divinità indiana. Ma è anche la storia del suo fedele ammaestratore Subhro (con l’acca, mi raccomando) che si interroga cosa ne sarà di lui a Vienna. “Probabilmente lo stesso che a Lisbona, niente di importante, gli faranno molti applausi, uscirà tanta gente per strada, e poi si dimenticheranno di lui, così è la legge della vita, trionfo e oblio”. Il libro è la storia di un viaggio e dei personaggi che vivono quel viaggio, degli incontri in cui si imbatteranno lungo il cammino. L’elefante susciterà emozioni contrastanti nei villaggi in cui si fermeranno ma come dirà un villano “alla fin fine, in un elefante non c’è granché da vedere, ci fai un giro intorno ed è tutto lì.” O almeno finchè l’elefante rimane elefante e non compia qualche gesto miracoloso…
Saramago inserisce, in ogni pagina, pillole di saggezza, racconti favolosi, insegnamenti morali, voci popolari, sempre intessuti da un mirabile filo di ironia come quel soldato che dice, riferendosi all’arrivo degli austriaci che dovrebbero avere armature lucenti e invece non risplendono, “non c’è da stupirsi, hanno il sole alle spalle - Il che, riconosciamolo, è molto più bello, molto più letterario che dire, sono in controluce”.
Un libro adatto a tutte le età scritto per raccontare una storia ma anche per far riflettere. Per assaporare al meglio questo fantastico libro occorrerà affidarci completamente alla voce narrante e farsi accompagnare nel dipanarsi della storia, farsi catturare dalle parole, assaporarle una a una, senza fretta, perché è un libro che non ha tempo.
Ma ora vi lascio alla lettura perché come dice Saramago “come sappiamo fin troppo bene, chi racconta un racconto non manca di aggiungerci un punto, e talvolta una virgola.”